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STEFANO ROSSI, COUNTRY MANAGER DI LITA.CO ITALIA

FT: Ci potresti raccontare il tuo percorso professionale, come sei arrivato al Fintech?

Dopo un’esperienza nella finanza d’investimento al termine del mio MBA presso l’HEC di Parigi, ho deciso di dedicarmi al mondo delle startup e dell’innovazione, specializzandomi in strumenti finanziari alternativi a sostegno dell’economia sostenibile.

Mi sono unito a LITA nel 2017, entrando nel team quando era ancora molto ristretto e contribuendo allo sviluppo internazionale del gruppo: prima da Parigi e poi da Torino e Milano ho diretto il setup ed il lancio di LITA.co Italia, che oggi coordino col ruolo di Country Manager.

FT: Di cosa vi occupate in Lita.co?

LITA.co è la prima piattaforma di crowdfunding in Europa specializzata in finanza di impatto. Da un lato ospitiamo progetti imprenditoriali sostenibili, con un impatto sulla società e l’ambiente che è positivo, misurabile e intenzionale. Dall’altro permettiamo a chiunque di investire, tramite la nostra piattaforma, in questi progetti imprenditoriali anche a partire da piccole somme (anche solo 100€), realizzando uno dei nostri principali obiettivi: la democratizzazione dell’impact investing. Tutte le aziende presentate su LITA rispettano criteri di sostenibilità economica, sociale o ambientale e contribuiscono al raggiungimento dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibili dell’Agenda 2030, che sono uno dei punti fondanti delle nostre attività di divulgazione per imprenditori e cittadini.

FT: Puoi farci un esempio di campagna che avete lanciato in Italia?

I settori di attività delle imprese che ospitiamo sul portale LITA.co Italia sono i più vari. Il punto fermo rimane sempre la sostenibilità, ambientale e sociale.

Quest’anno abbiamo ospitato la campagna di Humus, una startup innovativa di Cuneo che ha creato una piattaforma di job sharing per il settore agricolo, con la finalità di contrastare il ricorso delle imprese agricole al lavoro irregolare fornendo un contratto di lavoro stabile per i lavoratori.

Proprio in questi giorni stiamo chiudendo una campagna unica nel suo genere, che coniuga gli investimenti nel settore immobiliare con il social housing e la rigenerazione urbana: Homes4All è la startup innovativa e società Benefit di Torino che favorisce la rigenerazione urbana tramite investimenti immobiliari di una rete di investitori privati che hanno a cuore, oltre al rendimento economico, anche l’impatto sociale.

FT: Quale pensi sia la sfida per il mondo degli investimenti sostenibili nel prossimo futuro?

Questa categoria di investimenti è finora rimasta prerogativa dei grandi investitori istituzionali, il grande pubblico ne era escluso se non addirittura inconsapevole della sua esistenza. Negli ultimi mesi in Italia stiamo facendo passi importanti per colmare questo gap. La diffusione di questa sensibilità verso la sostenibilità in più ambiti rende ancora più necessaria l’esistenza di strumenti, come l’equity crowdfunding, utili per democratizzare l’approccio e i criteri della finanza sostenibile e responsabile, rendendola accessibile a tutti.

FT: Un’ultima domanda con la speranza che possa essere di aiuto alla community di FT, ti sentiresti di consigliare un’esperienza in una start-up fintech a un giovane che ha appena completato gli studi o consigli prima un’esperienza in una grande corporation?

Potendo scegliere, suggerirei ad un neolaureato di cominciare la propria carriera in un’azienda strutturata che possa permettersi di investire nella formazione dei propri dipendenti. Avrebbe l’opportunità di crescere in un ambiente protetto, imparando dai propri superiori e confrontandosi con i colleghi. Lavorare in una startup è una splendida opportunità di vita che consiglio a tutti ma che richiede, da subito, un elevato grado di autonomia ed una buona base di competenze consolidate.

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