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GIUSEPPE SCAPOLA, HEAD OF BUSINESS DEVELOPMENT AT CRIPTALIA

FT: Partiamo dal tuo percorso, da informatico a business developer nel fintech, spiegaci come ci sei arrivato.

Come avete riportato, arrivo dal mondo IT in cui ho operato per molti anni, ma ho sempre guardato al mondo degli investimenti, e negli ultimi quasi 4 anni ho investito in maniera “intensa” nel nuovo mondo del P2P: opportunità unica permessa anche dall’utilizzo intelligente delle tecnologie per democratizzare l’accesso e abbassare le soglie di ingresso negli investimenti.

Da tempo racconto le mie attività e il mio percorso, proprio per evitare che gente commetta i miei errori, e lo faccio sui miei canali social, Sito e Canale Telegram, dove una folta community si aiuta a vicenda. Ed è proprio questa mia passione che mi ha portato ad entrare in Criptalia come Head Of Business Development. Ed è forse la prospettiva migliore: lavorare nel mondo che ti piace.

FT: Uno dei tuoi cavalli di battaglia è stato l’evento P2PHeroes nel 2020, dove hai riunito sullo stesso palco diverse piattaforme, quanto credi sia importante nel mondo degli investimenti online farsi conoscere offline?

Confermo, il P2PHeroes è stato un evento creato in pochi mesi, ma di grandissimo successo. Ha riunito le maggiori piattaforme di Crowdfunding nel primo e unico Evento Italiano a tema. Le persone erano ansiose di incontrare dal vivo i CEO e i rappresentanti delle piattaforme in cui investivano i loro soldi e si, ritengo sia molto importante incontrarsi dal vivo, vedere faccia a faccia chi c’è dietro e chi ci lavora. Solo così si può ingenerare un vero rapporto di fiducia. Purtroppo adesso gli eventi sono rimandati a data incerta: ma abbiamo compensato con varie iniziative, come i webinar o altre sessioni Q&A agevolate dalla Community.

FT: Raccontaci di Criptalia, che servizi che offrite e a chi vi rivolgete?

Criptalia è una Società regolamentata fondata dal CEO Diego Dal Cero nel 2018, che permette l’incontro della domanda di accesso a forme di finanziamento alternative al sistema bancario. 

Siamo una Società pienamente Fintech e ci collochiamo nell’area del CrowdLending dando la possibilità al piccolo e medio investitore di poter finanziare Progetti che poi impattano davvero nell’economia Reale, su Startup e PMI.

Siamo fieri di generare, inoltre, con gli interessi ricevuti dagli investitori, un vero e proprio Circolo Virtuoso che molto spesso impatta sulle Società direttamente finanziate sulla nostra piattaforma: alcune delle Imprese, infatti, vendono prodotti reali e Made in Italy che interessano direttamente alla nostra platea, ormai composta da migliaia di iscritti alla Piattaforma di Criptalia.

Vi chiederete, perché FinTech? Semplice, perché abbiamo deciso di affiancare la Blockchain a tutte le altre tecnologie utilizzate per creare lo strato tecnologico di Criptalia nei due anni passati. La Blockchain permette la tokenizzazione degli investimenti intestati ai singoli investitori in modo che siano scritti in maniera immutabile, registrati e visibili.

FT: Data la tua esperienza nel p2p lending come pensi evolverà il mercato italiano da qui a un anno?

La mia speranza è che l’evoluzione del mercato sia compatta e che porti beneficio a tutte le piattaforme, in un’ottica di cooperazione e non di strenua competizione. Le mie previsioni, nel dettaglio, immaginano la non sopravvivenza di piattaforme che non sono entrate nel settore in maniera diffusa, e potrebbero essere fagocitate da altre più grandi. E spero in uno spostamento della liquidità dei conti degli italiani, che si aggira sui 2 mila miliardi, verso un modo di investire veramente innovativo. E che possa premiarei il lavoro di gente che crede davvero che il Sistema possa cambiare.

FT: Ti facciamo un’ultima domanda con la speranza che possa essere di aiuto alla community di FT, ti sentiresti di consigliare un’esperienza in una start-up fintech a un giovane che appena completato gli studi o consigli prima un’esperienza in una grande corporation? 

Io, che ho alle spalle ormai più di un decennio di esperienza lavorativa, mi sento di consigliare di iniziare il percorso lavorativo in una startup fintech se si ha già un punto di partenza personale già strutturato e organizzato, così da entrare in una realtà frizzante e magmatica sin da subito e con delle solide basi. La grande corporation permette di interfacciarti con dinamiche operative che possono servire ad una formazione di partenza utile per il prosieguo lavorativo in tutti i campi.

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