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PARLIAMO DI BLOCKCHAIN CON SARA NOGGLER

FT: Partiamo da te, ci potresti raccontare il tuo percorso professionale? 

Arrivo dal mondo della  gestione del credito, folgorata ne 2015 da blockchain, dedico ormai da anni la mia attività allo studio e alla difussione di questa tecnlogia dalle grandi potenzialità trasformative.

Ho fondato nel 2018 un agenzia di comunicazione che si occupa di ufficio stampa e e pubbliche relazioni per Start Up, Corporate e Istituzioni con focus su blockchain e fintech Polyhedra, comunicare al meglio le nuove tecnolgie è fondamentale.

Sempre nel 2018 insieme ad alcuni partner ho fondato il primo Think Tank italiano dedicato a Blockchain: Distributed Minds.

FT: Di cosa vi occupate in Distributed Minds?

Distributed Minds è un think tank italiano indipendente con una visione globale che mira alla creazione di un ecosistema blockchain basato più sulla qualità e sull’adozione, dove inclusione, sostenibilità per il business e trasversalità siano reali e non solo parole.

Per farlo facilitiamo il dialogo tra le istuzioni, le aziende e i cittadini : organizziamo eventi, webinar e inerviste che diffondano ad aprono  un dibattito costruttivo intorno alle sfide della blockchain, dello sviluppo sostenibile e dell’inclusione, con l’obiettivo di proporre nuovi principi, strategie e soluzioni.

Il Think Tank opera con una visione globale e un approccio intersettoriale che esplora le sfide e le opportunità che emergono dalla progettazione, dall’uso e dalla governance delle tecnologie blockchain e DLT. 

Le soluzioni e le raccomandazioni politiche risultanti dal lavoro del Think Tank sono pensate per consentire agli stakeholder e alla politica di anticipare le sfide e sfruttare pienamente le opportunità dell’era digitale.

FT: Come membro della Steering Committee Blockchain di Assolombarda, come credi si stiano muovendo le istituzioni con rispetto alle tecnologie emergenti?

Le istituzioni si muovono, ma ancora a rilento e spesso vi sono tante iniziative frammentate che non riescono ad avere la giusta spinta.

Devono nascere politiche atte a sostenere la creazione di ecosistemi per massimizzare l’uitlizzo delle risorse. La piccola e media impresa italiana ha oggi il forte bisogno di un sostegno sistemico.

Occorre dare all’intero sistema produttivo un’occasione di crescita e sviluppo, mettendo a disposizione agevolazioni, che abbracciano diverse tematiche, che vedono finalmente l’utilizzo di diversi fondi che il Governo mette a disposizione del mondo imprenditoriale. 

FT: Qual è il tuo punto di vista sul futuro delle criptovalute?

Sinceramente penso che la rivoluzione che porteranno sulla nostra economia, sul mondo della finanza, delle banche e e dei pagamenti sarà di gran lunga maggiore di quello che immaginiamo.

Le criptovalute stanno diventando sempre più utilizzate a livello globale e italiano. Anche PayPal ha annunciato di accettare i bitcoin come moneta di pagamento, importante quindi analizzare la situazione attuale, i trend futuri e anche le collaborazioni del settore.

Abbiamo già iniziato a vedere piccole istituzioni entrare nello spazio delle criptovalute. In futuro potrebbe esserci l’ingresso nel settore di istituzioni finanziarie sempre più grandi e la maggior parte dei fondi manterrà una parte delle proprie attività in criptovalute.

FT: Infine vorremmo chiederti cosa consiglieresti a un giovane che vorrebbe avvicinarsi al mondo delle criptovalute? Come e dove formarsi e entrare in contatto con aziende del settore? 

Ci sono vari strumenti anche on line per avvicinarsi a questo mondo, i blog di alcuni esperti statunitensi sono molto interessanti , uno tra tutti che mi viene da citare è il Podcast di Anthony Pompliano.

E poi leggere tanto studiare, verificare e partecipare ai tanti eventi organizzati in Italia e nel mondo che ora sono on line, ma che presto riprenderanno fisici.

Diverse università italiane hanno introdotto corsi specifici su blockchain e criprovalute.

Auspico poi che sempre più ragazze siano attratte da questa tecnologia, dove ancora la presenza femminile è molto bassa. 

Poter contare su un numero più elevato di donne nell’ecosistema blockchain porterebbe ad una maggiore collaborazione e a una governance più attenta.

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