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IL FUTURO DEL PROPTECH SECONDO NICCOLÒ PRAVETTONI

FT: Partiamo dal tuo percorso, da Google al fintech, spiegaci come ci sei arrivato.

Dall’inizio del mio percorso professionale, ho sempre lavorato nel mondo digital dove ho avuto la fortuna di lavorare per alcune delle società più importanti del settore. Inizialmente per Airbnb e successivamente in Google, dove mi sono occupato di coordinare alcuni progetti ad alto contenuto innovativo.

In parallelo a queste esperienze, ho sempre coltivato una forte passione per il mercato immobiliare, derivante dalla mia storia familiare. 

Lavorando in Google, ho avuto l’opportunità di conoscere da vicino alcune tra le startup più promettenti del panorama Proptech Europeo, è così che sono entrato in contatto con Crowdestate ed è iniziato il mio percorso nel mondo Fintech.

FT: Data la tua esperienza nel Proptech secondo te come può convivere la tradizione del settore immobiliare con l’innovazione del fintech? 

Il mercato immobiliare, nonostante le proprie dimensioni e la grandezza anche in termini economici del settore, rimane molto spesso ancorato a dinamiche molto tradizionali. 

Credo ci sia ancora tantissimo margine per innovare il settore, da diversi punti di vista . Il più delle volte si tratta di innovazioni incrementali e di processo, che possono però aprire grandi opportunità per nuovi player. 

FT: Quali saranno le nuove tendenze del proptech? 

Il mondo del real estate è molto ampio e le innovazioni si presentano su tantissimi fronti. Ad oggi una delle tendenze maggiormente in crescita riguardo le modalità di acquisto di una proprietà immobiliare. Se dovessi scommettere su qualcosa, credo che il fenomeno del “group buying” possa essere molto interessante.

FT: Ci può spiegare più dettagliatamente cosa si intende per group buying? 

Si tratta di dare la possibilità a dei privati di acquistare un intero stabile, formato da più appartamenti e che solitamente necessita di una ristrutturazione. Ognuno dei partecipanti diventerà proprietario dell’appartamento scelto, sostenendo in parte i lavori di ristrutturazione.

Il processo di acquisto avviene in maniera molto fluida, poichè coordinato da una piattaforma di crowdfunding che certifica inoltre la bontà dell’investimento e coordina le attività di raccolta fondi e di compravendita delle unità immobiliari.

Se ci pensiamo bene, non è un concetto nuovo rispetto al semplice acquisto di una casa da ristrutturare. La grande novità risiede nel fatto che grazie alle piattaforme di crowdfunding si possono unire molte persone creando una massa critica importante.   

In questo modo, gli acquirenti hanno un risparmio sostanziale sul valore d’acquisto, effettuando direttamente l’investimento senza la necessità passaggi intermedi o grosse commissioni di vendita.

FT: Ti faccio un’ultima domanda con la speranza che possa essere di aiuto alla community di FT, ti sentiresti di consigliare un’esperienza in una start-up fintech a un giovane che ha appena completato gli studi o consigli prima un’esperienza in una grande corporation? 

Sono convinto che entrambe possano essere delle esperienze molto formative. La grande azienda insegna ad avere un metodo di lavoro strutturato e a seguire dei processi ben definiti. Dall’altra parte, lavorare in una startup fintech, è molto diverso. Gli obiettivi possono cambiare anche a distanza di giorni ed è necessario riuscire ad adattarsi velocemente al cambiamento. Ci sono però grandi opportunità di crescita e di fare la differenza sin da subito. Per un giovane che si affaccia al mondo del lavoro credo possa essere un’opportunità molto stimolante!  

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